Da quando è nato Riccardino ha sempre visto i suoi genitori e i suoi nonni giocare a briscola. Poi ha imparato lui stesso a giocare a briscola. Ha affinato il suo gioco a scuola con i suoi compagni, giocando sempre a coppie e vincendo spesso.
Poi c'è stato il liceo e la scoperta del nuovo gioco chiamato "briscola in 5" o "briscola chiamata". All'inizio Riccardino faceva un po' fatica a capire come giocare, ma poi piano piano ha fatto pratica. In quarta e quinta superiore Riccardino giocava a briscola in 5 con risultati soddisfacenti, ovvero senza andare sottozero ma senza nemmeno vincere sempre.
Dopo la fine del liceo si può dire che Riccardino non abbia mai più preso in mano un mazzo di carte, tranne una sera. Quella sera Riccardino era ospite dai genitori di Tata. Dopo la cena è arrivato un amico del padre di Tata e tutti insieme abbiamo giocato. Prima abbiamo giocato a scopa. Io non sono mai stato bravo a giocare a scopa, infatti è stata una mazzata. Dopo abbiamo giocato un po' a briscola chiamata, ma anche lì c'è stato poco da fare, il padre di Tata è davvero troppo bravo a giocare. E' anche scaltro, perchè continua a parlare, ad annunciare che sta prevedendo le tue mosse e così ti manda un po' nel pallone.
Quindici giorni fa, dopo una giornata memorabile, Riccardino è stato invitato dalla nonna di Tata a mangiare a casa sua una pizza. Seduti al tavolo c'erano nonna e nonno (che tra parentesi è il mio idolo, ma presto seguirà un post appropriato), mamma e papà, sorella di mamma con compagno ed infine la sorella di Tata. Una rimpatriata non indifferente. Sono tutti dei gran chiacchieroni, persone molto alla mano, infatti è sempre divertente stare solo a tavola con loro perchè se ne dicono di tutti i colori. Dopo la pizza Tata porta giù un mazzo di carte: il mio sguardo si illumina, forse immemore della serata passata a casa Tata, forse perchè mi piace sempre giocare a carte. Tata mi aveva parlato che a casa loro si era sempre giocato a carte, ma sempre a briscola in 5 piuttosto che a briscola "in 4".
Tutti prendevano in giro il compagno della zia perchè non è bravo a giocare. Tata ha detto che volevo fare una partita a carte (e in effetti era vero :p ), quindi ho giocato io al posto suo. I giocatori eravamo io, Tata sostenuta dalla zia, nonna, nonno e papà. Nelle prime 5 battute ho giocato bene, all'inizio giocavo anche per essere il primo in classifica. Poi piano piano mi sono avviato ad un lento declino. Il papà di Tata mi diceva puntualmente le mosse che stavo sbagliando, la nonna di Tata ha un gioco piuttosto egoista quindi fa i punti per sè e non capisci che gioco sta giocando, mentre il nonno borbottava che la nonna non sapeva giocare.
Il peggio è arrivato alla fine quando il nonno, invece di borbottare alla nonna, si è messo ad urlare contro di me, accompagnato in crescendo dal papà di Tata. Ero nel pallone, sono sprofondato nel baratro. Dopo un paio di mani si è conclusa la partita ed io e Tata ci siamo avviati verso casa. Tata mi guardava soddisfatta perchè dice che suo nonno non urla a chiunque, ma solo a chi pensa che possa dare di più.
Dopo lo sconforto iniziale, stasera grigliata a casa della nonna di Tata. Riccardino all'attacco!