Riccardin dal Ciuffo

giovedì, 29 marzo 2007

Mai farsi ingannare dalle apparenze

Il prof. B è il mio professore di Analisi B. Non sto a spiegarvi cosa significhi di preciso "Analisi B", vi basti sapere che è un esame di matematica e che il programma di tale esame è costituito completamente da argomenti nuovi, a differenza dell'esame di Analisi A.

Solitamente si associa alla matematica qualcosa di meccanico, di difficile comprensione, contorto, annoiante; inoltre spesso tutti questi aggettivi si associano al professore di matematica, producendone un'etichetta sociale.

Il prof. B è nato a Madrid, si è laureato cum laude all'università di Pisa ed ora insegna al Politecnico. Ha un modo strano di insegnare: entra in classe bel tranquillo, va alla lavagna ed inizia la sua lezione. Praticamente all'inizio spiega quello che vuole fare nella lezione, dice brevemente le conclusioni che raggiungerà e poi, partendo da sempre da esempi, dimostra mano a mano quanto detto all'inizio. Addirittura alla prima lezione ci ha avvisato che su Internet era consultabile il calendario delle lezioni (strumento a noi nuovo), di modo che non sia difficile recuperare per chi perde le lezioni.

E' un modo di spiegare atipico, perchè ricorre solo per lo stretto necessario alle formule: tutto quello che può spiegare a voce con esempi pratici e con metafore lo spiega così, dopo da una breve traduzione in matematichese ed infine va avanti. Lui stesso ha espresso in una metafora il suo metodo di insegnamento, che cerco di riportare. E' un po' come se voi guardaste un film in italiano ed imparaste le battute, le parole del film. Poi guardate il film in un'altra lingua: magari non capite niente del film ma, se non vi addormentate, imparate la lingua! Ovviamente dovete immaginare tutto detto con un accento spagnoleggiante ;-)

Oggi ha spiegato gli insiemi semplici. Non bisogna farsi ingannare dall'aggettivo perchè, a suo dire, contengono il 90% della difficoltà della seconda parte di corso. Questi insiemi si definiscono rispetto ad una variabile, che può essere la x o la y, detto in parole molto povere. Allora il professore fa esempi, scrive la regoletta, le proprietà degli "insiemi semplici rispetto a x" e poi prosegue facendo un ragionamento pressochè analogo per gli "insiemi semplici rispetto a y".

Alla fine della trattazione si blocca e dice: "Sapete ragazzi mi è venuto un vuoto di memoria...Peste mi colga se prendo mai un appunto...Ho il timore che tutto che ho detto riguardo agli insiemi semplici rispetto a x sia la definizione di quelli rispetto a y e viceversa". C'è chi in aula ride e chi si dispera e c'è anche chi va a controllare frettolosamente sul libro: sì, ha ragione, c'è da invertire tutto.

Allora il prof dice: "Beh ragazzi, è semplice: tutte le volte che abbiamo messo x mettete y!" e inizia a ridere, come noi del resto. Allora ha aggiunto che all'esame non ci sarebbe stata chiesta la distinzione, cercando di girare intorno all'errore. Poi, dopo due minuti di smarrimento, la perla: il prof si avvicina al lato destro della lavagna e inizia a scrivere:

Nota: Quello che si è chiamato (io)

<<sempl. risp. x>> era

<<sempl. risp. a y>>

aggiungendo che l'io tra parentesi era per ricordare che si è chiamato, ma è stato lui (concetto che grammaticalmente è contorto, ma idealmente fila), e che come Bart Simpson avrebbe dovuto scriverlo 100 volte. In aula gli studenti ridacchiano e sorridono.

Poi il prof B torna a sinistra per ricominciare a spiegare sorridendo, si ferma, ritorna a destra, alza la mano destra e dipinge altri segni alla fine della seconda riga: (e sarà)

Come un professore può sbagliare, riparare all'errore e scusarsi senza suscitare rabbia nei presenti, ma solo risa ed un enorme applauso, alla facciaccia delle etichette sociali :-)

PS: non c'entra nulla, ma rendo noto ufficialmente che Riccardin dal Ciuffo torna in scena, ma direttamente da Milano grazie al portatile trovato sotto l'albero a dicembre. Alla prossima!


scritto da: WrathofGod alle ore 20:40 | link | commenti (8)
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