Come non potrei intitolare così il mio post? In questo mese la mia umile esistenza è solo una continua costruzione di quello che sarà il mio futuro. A dire il vero in ogni singolo istante costruiamo la nostra esistenza, tuttavia non tutti gli istanti sono uguali. Come del resto, nell'atto di costruire la casa, ci sono fasi più o meno impegnative: intendo dire che gettare le fondamenta è sicuramente più impegnativo che decidere il colore dei muri.
Ecco, in questo momento io credo di aver già gettato le fondamenta, ora vi sto solamente costruendo sopra le pareti della casa. Devo decidere come disporre le stanze: ho uno spazio e devo stabilire quando sarà attribuito al soggiorno, quanto alla cucina, quanto alla camera da letto o al bagno. Tutto questp è solo un progetto ideale, è difficile immaginare una cucina con angolo cottura dove vedi solo una base di cemento armato. Però puoi proseguire la sua costruzione solo così, non puoi vederla prima e poi decidere, puoi solo immaginare. Ovvio, scontato penserà qualcuno.
Bene. Da 5 settimane frequento l'università. I vecchi studi visti in una veste nuova (passatemi il gioco di parole :-P), nuovi e vecchi "compagni di viaggio", nuove esperienze con la vecchia mentalità da aggiornare, una nuova città dove imparare ad orientarsi. A volte tutto questo nuovo spaventa. A volte rende entusiasti.
Tra 3 settimane ho i primi 3 "esami in itinere". Pensavo di averne solo 2, ma poi si è aggiunta anche matematica. Sto studiando e mi sto concentrando sugli esercizi perchè io riesca a capire la teoria. Per ora funziona abbastanza bene, anche se un po' di paura per i primi esame rimane sempre a fissarmi. Oggi ho iniziato i laboratori, che mi occuperanno per almeno un altro pomeriggio a settimana. Oggi pensavo di arrivare stanco e senza forze, ma per fortuna è andata meglio del previsto.
Il rugby non va benissimo. Siamo pochi ma buoni, eppure non sempre riusciamo a vincere. Due domeniche fa abbiamo vinto in 14 contro 15, domenica scorsa abbiamo perso in parità numerica contro una squadra che non era poi così irresistibile. Sono un po' innervosito perchè io mi impegno per fare 2 allenamenti a settimana nonostante faccia il pendolare e non abiti nemmeno a Piacenza, quando c'è gente che invece di darci una mano, di sostenere la squadra, sta a casa a far nulla.
Da una settimana sono iniziati i lavori di ristrutturazione della mia casa a Milano. Inutile dire che già il primo giorno il capocantiere ha litigato con il portiere. Quindi io, già stressato dopo aver perso una partita per colpa di chi non aveva voglia di giocarla, dopo giornate di università che non fanno altro che soffiarmi sul collo, devo sobbarcarmi le liti da asilo tra due cinquantenni per qualche milione di miliardi di granelli di polvere su una scala condominiale. Pazienza, mi dico, pazienza. Ora i lavori procedono bene e sono piuttosto soddisfatto, tuttavia ogni giorno una telefonatina per un'inezia che non si era chiarita ci scappa.
Infine c'è la sfera affettiva. Una litigata con i miei un po' diversa dal solito, per mettere chiarezza su chi deve fare cosa. Una deludente risposta che ha fatto crollare definitivamente uno dei pilastri sui quali poggiava la mia fiducia. Ora ne rimangono in piedi solo due, ed uno è costituito da una ragazzina bionda alla quale sto tanto a cuore, che si preoccupa per me prima ancora di pensare a quello che potrebbe preoccupare lei. Questo è ciò che mi fa stare in piedi e per questo sono così legato a lei. Forse lei a volte si preoccupa un po' troppo, ma credo che sia normale vedendo un ragazzo della mia età con tante responsabilità. Almeno lei si preoccupa e questo non può fare altro che rendermi felice, tranquillo e ancora più legato a lei.
Per questo dovete perdonarmi se non sono così presente nella mia vita virtuale. Vi chiedo di essere pazienti perchè qui si sta costruendo la vita reale e non voglio sbagliare a posare i primi mattoni. Purtroppo i post ultimamente mi sembrano come dei ghiaccioli: o li scrivo subito oppure si sciolgono e diventano non-scrivibili. Qualcuno sono riuscito a salvarlo in freezer, tra un impegno e l'altro. Aspettate che la mia mente possa liberarsi un poco e darò voce a qualche nuovo attore di questo piccolo teatro ;-)
Da un anno io ed una produttrice teatrale stiamo insieme.
Questa bionda produttrice ha studiato tutto perchè fosse un'occasione speciale. Io ovviamente ero all'oscuro di quasi tutto. Sapevo solo che si andava verso Mantova perchè la macchina la guido io, per il resto il vuoto.
Ieri mattina, anzi, ieri pomeriggio (sono arrivato in ritardo come al mio solito) siamo partiti insieme. Si prende l'autostrada ed intanto pranzo, perchè essendo arrivato in ritardo non ho mangiato. Piano piano prendiamo l'A21 verso Brescia. Solo tre cose sono connesse nella mia mente a Brescia:l'ostilità con Bergamo, la pasticceria dove ogni anno mio papà va a prendere il panettone e il mio secondo anno di campionato, disputato là per là. Ovviamente tutte cose che non c'entrano una beneamata mazza, io penso.
Usciamo a Manerbio ed i miei dubbi si infittiscono: oh mio Dio, dove mi sta portando? Al lago no, a Brescia no, a Mantova non ancora...Sono spaesato, quando ad un certo punto vedo una indicazione stradale: Calvisano. Quel paese dove sono stato una volta, dove per ogni casa c'è un campo da rugby, praticamente. Ma mi sembra impossibile...
Invece no, la risposta all'enigma è proprio Calvisano! Io come un pollo al telefono ho rivelato che le squadre italiane più forti sono Calvisano e Treviso e lei mi ha portato a vedere PROPRIO Calvisano - Treviso, una partita che vale il titolo. Non l'avrei mai pensato, dato che il rugby non è proprio una passione comune...Invece no, lei ha fatto ricerche su ricerche, si è fatta una cultura sul rugby italiano per farmi sedere in prima fila alla partita più importante in Italia. Il fatto che poi abbia vinto il Calvisano, squadra per la quale ho tifato nello scontro, è la cigliegina sulla torta.
Poi una gitarella serale a Mantova, i chilometri fatti a piedi e lei sui tacchi, le tagliatelle buonissime, le luci riflesse sul lago, il cigno nell'oscurità e Marengo, il paese fantasma. Infine a Goito, dove era il nostro alloggio.
In camera un po' di coccole e lo scambio dei regali. Per me un completo intimo blu e giallo (un accostamento cromatico che mi piace un sacco), per lei l'IPOD Nano color argento.
Lei pensa ancora adesso che il mio regalo sia eccessivo. C'è un però: mi ha portato a vedere una partita che lei non poteva sentire come la sento io, lei mi ha permesso di giocare una partita che lei non sente come la sento io. Lei mi ha dato grandi soddisfazioni, anche in ambito affettivo, per questo secondo me si meritava un bel regalo che io definirei ancora insufficiente.
Come ho già accennato siamo rientrati stamattina perchè lei ha voluto permettermi di giocare la partita più importante del campionato...Ma questa è un'altra storia...