Verso la fine di Giugno avevo ricevuto una telefonata dal mio allenatore, che mi invitava a partecipare ad una riunione nella quale si sarebbe discusso il programma di allenamento per la stagione 2006/2007. Non potendo partecipare a suddetta riunione, sono andato a trovare il mio secondo allenatore, gestore di un negozio di dischi.
Il mio secondo allenatore è un uomo che nella sua vita ha visto solo il rugby. Ma non perchè fosse particolarmente bravo, anzi, tutt'altro. Lui ha giocato 20 anni in prima squadra (quindi serie A e, per qualche anno, serie B) non perchè avesse particolari doti, ma perchè lui, consapevole di questo, si sbatteva il triplo degli altri per fare ciò che per altri era naturale. Un giocatore umile nell'allenamento e determinato in partita. Ora non gioca più perchè il regolamento della FIR dice che i giocatori devono avere una età compresa tra i 18 e i 40 anni, altrimenti molto probabilmente giocherebbe ancora.
Significativo il fatto che ha giocato per tutta la sua carriera (se non in qualche caso sporadico) nel ruolo di pilone e, come me, è piuttosto alto per affrontare questo ruolo. Insomma, con questo vorrei farvi capire che per me non solo è un allenatore, ma rugbysticamente è un modello da seguire.
Il mio secondo allenatore mi ha detto che sarebbe utile che io andassi in palestra fin da subito, a metter su della ghisa come dice lui, per poi iniziare la preparazione atletica il 17 Agosto (invece che ai primi di Settembre come l'anno scorso). Tutto questo perchè i nostri allenatori sono determinati e vogliono vincere il campionato, dato che il terzo posto di quest'anno è dettato unicamente dagli infortuni. Inoltre, cosa ancora più importante, il regolamento della FIR sancisce che a partire dalla stagione 2006/2007 ogni squadra di serie A dovrà avere, tra i 21 giocatori convocati ad ogni partita, due tesserati under20. Questo, in parole povere, significa che l'anno prossimo io come gli altri miei compagni di squadra maggiorenni posso essere chiamato a giocare in serie A.
Questa notizia nasconde due profili. Sotto il primo profilo è una grande occasione, perchè permetterebbe di giocare in uno dei massimi tornei in Italia. Sotto il secondo profilo è un impegno che richiede sacrifici, quale spendere un'estate in palestra. Finchè si tratta di estate il tempo lo potrei anche trovare, ma quando inizia l'autunno, non inizia solo il campionato ma anche l'università. Questo significa che io non sarò più a Piacenza durante la settimana e non posso certo pensare di farmi convocare dalla mia squadra senza allenarmi, non a questi livelli.
E' una scelta difficile, è una scelta intricata perchè bisogna ricordare che la mia vita, attualmente, non è solo scuola e rugby, ma è anche la Cristina, la mia famiglia, il blog, gli amici. Sinceramente ciò che mi turba è che per dedicarsi al rugby professionistico bisogna avere tempo, tempo che deve essere tolto ad altre attività tra le quali potrebbe ricadere anche l'università. Avendo quindi la possibilità di scegliere non vorrei trovarmi a 40 anni a gestire un negozio di frutta con un ginocchio malandato quando potevo avere il mio posto da ingeniere alla Ferrari.
Credo che ormai abbiate capito che il nostro Riccardino deve lasciare il rugby, perchè un ingeniere rugbysta non l'ha ancora conosciuto. Anche se lui preferisce continuare a sognare di poter riprendere, magari dopo i primi 2 anni di università, a giocare, a vivere quell'assurdo spettacolare che è il rugby.
Venerdì ho finito l'esame di maturità e mia mamma mi ha avvisato subito che sabato mattina ero assoldato per lavorare. Sabato mattina quindi, nonostante avessi sogni di sonno quasi eterno, mi sono fatto coraggio e sono andato a lavorare. Sono tornato verso mezzogiorno, un pasto frugale e poi la fiacca, la stanchezza mi ha assalito. Una telefonata e mi sono accorto che avrei dovuto lavare la macchina, avrei dovuto cercare degli orari dei treni su Internet e avrei dovuto parlare con mia mamma delle vacanze. Ovviamente delle tre attività ho scelto la meno faticosa, parlare con mamma.
Dopo la chiacchierata si evince che mia mamma vuole mandare mia sorella dai nonni, che stanno in montagna, tipo nonno di Heidi. Mia mamma mi ha avvisato tardi, ma c'è la provinciale, si può arrivare in poco tempo. Problema: c'è una corsa di auto d'epoca, provinciale blindata. Fu così che il nostro Riccardino iniziò ad arrampicarsi per stradine di montagna pressochè sconosciute arrivando a destinazione con 40 minuti di ritardo.
Ho una fortuna grandissima: mio nonno è un'atlante vivente della montagna. Nel giro di 5 minuti mi ha insegnato una strada priva di qualsiasi cartello ma che mi ha praticamente teletrasportato a Carpaneto, devo ancora capire come sia possibile. Ho lavato me medesimo ma non la macchina e sono ripartito per andare a Castel S.Giovanni, a prendere la Cri, e sono 40 km. Poi dovevamo andare ad una festa a Fidenza, e sono un'altra sesantina di km.
A Fidenza festa con il vecchio pirata, in una forma smagliante, in una casa di campagna dove le zanzare hanno fatto di me ciò che volevano. Poi siamo ripartiti e piano piano siamo ritornati a Castello e poi io sono ritornato a Carpaneto. Altri 100 km ed io che, per la prima volta nella mia vita, sono arrivato a casa al chiarore dell'alba.
Ho dormito 3 ore e mia mamma mi ha risvegliato asserendo che c'era da lavorare. Ho cercato di svegliarmi sotto la doccia che martellava il mio povero cranio, dove per ogni goccia d'acqua sembrava scoppiare una bomba atomica. Mi sono fatto di nuovo coraggio e sono andato a lavorare. A rincarare la dose, il tipico pranzo domenicale con i parenti. Per fortuna avevo in programma un pomeriggio in piscina con gli amici ed alle 3 sono sgommato via.
In piscina sembravo un uomo nuovo. Sono tornato ad esprimermi in tuffi acrobatici che farebbero invidia ad un ferro da stiro. Ho sollevato masse d'acqua tali che al confronto lo tsunami è una semplice perturbazione del livello dell'acqua. E' stato anche rilassante fermarsi e rendersi conto di essere tu, l'acqua e il cielo.
Tutto questo per dire che sarà una estate alla quale si alterneranno divertimenti e lavoro, noie e gioie. Ecco, spero anche di trovare un po' di spazio per il riposo ;-) buonanotte!