Ho conosciuto un discreto numero di professori. Alcuni occupano una cattedra perchè gli frutta qualche soldo, insegnando da schifo e senza voglia: è la classica categoria di professori che si pensa essere la meno numerosa, ma che in realtà è la più numerosa. Alcuni occupano una cattedra perchè se la sono sudata con la passione per la propria professione, ma soprattutto per la passione per l'insegnamento: questo è il genere di professori che bisognerebbe trovare a capo di ogni corso di studio, mentre in realtà si possono contare sulle dita. Conto questi professori sulle dita perchè sono gli unici che hanno lasciato un segno dentro di me.
Tra questi un professore stravagante, ma anche molto saggio, come riconosciuto anche dagli altri professori; un professore che ha combattuto, anche ferocemente, con clienti e/o colleghi per portare avanti una giusta causa. Proprio per questo un professore atipico, diverso da quelli che stanno seduti a scaldar la sedia. Un professore che ha dedicato la vita a trasformare qualcosa di grottesco come la corrosione in un'opera d'arte, o in corrosione creativa, come la definiva lui stesso. Come diceva lui ridendo, pochi ricordano alla perfezione i concetti del corso, ma tutti ricordavano le incredibili storie di casi vissuti sul campo che ci raccontava in classe, che ci hanno fatto ridere, riflettere con il fiato sospeso, imparare.
Nell'introduzione del suo libro leggo: A loro [...] come a tutti gli studenti di ieri e di oggi, cui è legata la parte più bella della mia avventura accademica, va il mio ringraziamento più sentito.
Grazie a lei Professore, non la dimenticherò.
E' tanto che non scrivo ed avevo i miei buoni motivi, quanto lo studio che assorbe le mie energie e che lascia dietro di se solo un grande desiderio di ozio totale.
E' tanto che non scrivo, ma ho anche dei buoni motivi per tornare a scrivere :-D
BUON COMPLEANNO TATA!
Senti gli altri, stasera non esco, sono in punizione.
Strano sentire un'affermazione del genere da un coetaneo. Fino a 8-10 anni fa era forse l'ordine del giorno, ma ora c'è qualcosa che non quadra.
Riccardino è tornato a casa venerdì sera, poi è uscito tornando nella notte. La mattina dopo si è svegliato ed è stato investito da una cascata di ordini: Allora, adesso facciamo in cambio degli armadi e mi aiuti un po' perchè non è possibile che in questa casa non mi aiuti mai nessuno! E poi vedi di metterti avanti a studiare perchè forse oggi pomeriggio devi lavorare e io voglio che mi dai una mano! Dopo questo esordio, Riccardino se ne è alzato stancamente dal divano ed ha iniziato a prepararsi, cercando di avviare rapidamente gli ingranaggi in testa per capire cosa aveva sbagliato; poi una telefonata ha stravolto tutti gli ordini materni spedendo il ragazzo a Piacenza, dove ha lavorato tutta mattina. Ieri la mamma di Riccardino si è messa un mega-cerotto lombare per curare il mal di schiena ed era la mamma più dolce del mondo.
Torniamo alla frase d'apertura. F. torna a casa alle sette dall'università con la sua macchina, scende in cortile e trova un ostacolo al suo ingresso in garage: scende e realizza che è un mucchio di vestiti, i suoi vestiti. Arrivano a braccetto le urla della madre: Così impari a mettere in ordine in camera tua! e via con una serie di recriminazioni sul mancato studio, il mancato aiuto in casa, il mancato-tutto. Così F., dopo aver recuperato i panni, ha messo a posto e poi ha passato il weekend in cucina, come da mesi ormai, ma tutto questo non poteva bastare a permettergli di uscire la sera. La mamma di F. è appena uscita da una operazione al tendine del pollice, dopo due anni di semi-immobilità dello stesso; nonostante il perfetto recupero, F. si trova a fronteggiare quotidianamente gli scleri della madre ed a correre di qua e di là per cercare di accontentarla.
E vedi di passare tutti gli esami altrimenti da settembre inizi a lavorare! Hai voglia! Non è semplice lavorare e studiare, ma genitori che hanno sempre lavorato e hanno studiato a malapena non lo possono sapere. Per loro studiare è stare seduti davanti un libro, che non è la fatica di potare delle viti o cavare i sassi dalla terra dell'orto. Devi studiare ma c'è da lavorare?! Giù a lavorare! Non hai passato gli esami?! Orzo! Vai a lavorare!
Con esempi di questo tipo potrei andare avanti delle ore. Poi magari esci con gli amici e parli con quello che ha il papà geometra, passa il tempo a dormire e a bere, non passa gli esami e non gli dicono nulla. Forse Riccardino e F. cresceranno più responsabili degli altri, saranno più svelti a mangiare e a lavorare (come si dice a Bergamo), perchè la pratica vale più che la grammatica. Sia chiaro che i due poi non si tirano indietro se c'è da lavorare, non è il lavoro il problema, come non sarebbe il problema lo studio. L'unico problema è che le mamme, prima di lanciare i nostri panni nel cortile, dovrebbero provare a metterseli.
Solo due metalli hanno colore proprio: l'oro e il rame. Tutti gli altri metalli, una sessantina circa, sono colorati secondo sfumature di grigio o di bianco. Per questo tutti gli altri metalli sono considerati vili di fronte al rame e, soprattutto, all'oro. Forse perchè fino a pochi anni fa non si erano viste opere come questa.

Questo ed altro a Titaniocromie, mostra che purtroppo ha avuto luogo circa 5 anni fa.
Madre: "Amo mio figlio. Come ogni genitore, del resto."
Spia: "No signora, suo figlio è fortunato. Alcuni genitori strumentalizzano i propri figli: li spingono ad arrivare al traguardo che loro non hanno mai raggiunto. Lei lo chiama amore questo?"
(dal film "La cruna dell'ago")
Non pretendo certo di mettermi al pari di certi fotografi o fotografe, però nel mio piccolo ho deciso di darvi anch'io la mia impressione.

Scattata con fotocamera integrata al cellulare Nokia 5300, con effetto Seppia...Meglio che niente, no?
Di oltre un migliaio di persone residenti nel condominio dove soggiorno, io ne conosco solo 3: il portiere, la consigliera della mia scala e il signor C.
Per dire, oggi il signor C. è venuto a portarmi gli auguri di buon anno corredati da pandoro e spumante. Mi sento tremendamente in debito, sorpreso e contento. Grazie signor C. !
Riccardino e L. si sono conosciuti nell'aprile dell'anno scorso. Si sono trovati a lavorare insieme, ma entrambi erano piuttosto timidi e riservati. Nessuna confidenza, il viaggio sul furgone correva nel silenzio.
Piano piano L. ha iniziato ad aprirsi e si è rivelato una persona molto umile e corretta. E' molto più grande di Riccardino, però sembra solo un ragazzotto un po' avanti con gli anni. E' un gran brontolone, ma c'è anche da dire che il destino non gli ha riservato una grande fortuna. Prima la moglie lo ha lasciato e poco più tardi ha lasciato questa vita terrena; la figlia dapprima è andata a vivere da una zia, poi è tornata a vivere da suo padre solo per poter fare la "bella vita" senza dover lavorare troppo. Infatti L. è una persona semplice e non è capace di imporsi autoritariamente su sua figlia perchè prima si aspetta un po' di collaborazione e comprensione. Comprensione perchè L. vive con la mamma, ormai anziana e bisognosa di cure.
L. continua a parlare in dialetto. Eppure non è come quelle persone che parlano il dialetto perchè hanno dimenticato l'italiano; lui parla il dialetto dando una cadenza molto accentuata e lo fa per ridere e per scherzare con noi. Ripete sempre le stesse parole, tra cui mandarein.
A L. piacciono molto i mandarini, ma soprattutto si diverte a ripetere la parola mandarein. Così pian piano nasce una specie di gioco, di complicità: quando lo vedi gli chiedi se ha preso i mandarini e ci si scherza su. Una stupidaggine, ma ci si può divertire anche così.
L. ha preso quest’estate la macchina nuova, con il lettore CD compreso nell’autoradio. Così ha chiesto se gli potevamo preparare un CD con musica italiana dei suoi tempi. L’estate è passata, il CD non gli è arrivato ma la richiesta non è passata inosservata.
“Tieni L. , è per te”, disse Riccardino a L.. Dentro ad una busta di carta, 5 mandarini. L. rideva, pensava che fosse uno scherzo, poi Riccardino gli ha detto di guardare bene dentro la busta. L. ha frugato, ha tirato fuori il CD, l’ha preso a due mani e l’ha alzato come se stesse alzando la Coppa dei Campioni. Era contento e voleva lasciarmi i mandarini perché pensava che così il regalo fosse troppo.
Basta poco per fare di un Natale un BEL Natale. TANTI AUGURI A TUTTI!
Ritorno a casa, mia sorella mi aspetta contenta ma il mio pensiero va altrove.
Cerco di studiare, leggo e scrivo post, ma appena mi fermo a pensare il pensiero va altrove.
Dove va il mio pensiero? Sono io stesso a chiedermelo, perchè sono così distratto? In una noiosa lezione vago tra i miei pensieri e penso di mollare tutto. Eppure ho scelto quello che so fare meglio e che mi interessa, perchè dovrei mollare?
Ecco, la soluzione. Ciò che cerco in queste settimane, che mi distrae, che non mi fa stare attento, che non mi fa dormire serenamente la notte. Non è solo il desiderio di essere indipendente, non è solo la voglia di tornare a casa, questi sono solo corollari.
Quello che vorrei veramente ora è dedicare il mio tempo solo a lei, perchè su di lei si focalizza il mio pensiero e solo con lei riesco a trovare la felicità, quella che ti fa sorridere anche quando sei perso nei tuoi pensieri sul marciapiede di quella fredda metropolitana.
E' una felicità che solo tu riesci a darmi e che voglio gridare al mondo. Grazie amore!