Solo due metalli hanno colore proprio: l'oro e il rame. Tutti gli altri metalli, una sessantina circa, sono colorati secondo sfumature di grigio o di bianco. Per questo tutti gli altri metalli sono considerati vili di fronte al rame e, soprattutto, all'oro. Forse perchè fino a pochi anni fa non si erano viste opere come questa.

Questo ed altro a Titaniocromie, mostra che purtroppo ha avuto luogo circa 5 anni fa.
Madre: "Amo mio figlio. Come ogni genitore, del resto."
Spia: "No signora, suo figlio è fortunato. Alcuni genitori strumentalizzano i propri figli: li spingono ad arrivare al traguardo che loro non hanno mai raggiunto. Lei lo chiama amore questo?"
(dal film "La cruna dell'ago")
Non pretendo certo di mettermi al pari di certi fotografi o fotografe, però nel mio piccolo ho deciso di darvi anch'io la mia impressione.

Scattata con fotocamera integrata al cellulare Nokia 5300, con effetto Seppia...Meglio che niente, no?
Di oltre un migliaio di persone residenti nel condominio dove soggiorno, io ne conosco solo 3: il portiere, la consigliera della mia scala e il signor C.
Per dire, oggi il signor C. è venuto a portarmi gli auguri di buon anno corredati da pandoro e spumante. Mi sento tremendamente in debito, sorpreso e contento. Grazie signor C. !
Riccardino e L. si sono conosciuti nell'aprile dell'anno scorso. Si sono trovati a lavorare insieme, ma entrambi erano piuttosto timidi e riservati. Nessuna confidenza, il viaggio sul furgone correva nel silenzio.
Piano piano L. ha iniziato ad aprirsi e si è rivelato una persona molto umile e corretta. E' molto più grande di Riccardino, però sembra solo un ragazzotto un po' avanti con gli anni. E' un gran brontolone, ma c'è anche da dire che il destino non gli ha riservato una grande fortuna. Prima la moglie lo ha lasciato e poco più tardi ha lasciato questa vita terrena; la figlia dapprima è andata a vivere da una zia, poi è tornata a vivere da suo padre solo per poter fare la "bella vita" senza dover lavorare troppo. Infatti L. è una persona semplice e non è capace di imporsi autoritariamente su sua figlia perchè prima si aspetta un po' di collaborazione e comprensione. Comprensione perchè L. vive con la mamma, ormai anziana e bisognosa di cure.
L. continua a parlare in dialetto. Eppure non è come quelle persone che parlano il dialetto perchè hanno dimenticato l'italiano; lui parla il dialetto dando una cadenza molto accentuata e lo fa per ridere e per scherzare con noi. Ripete sempre le stesse parole, tra cui mandarein.
A L. piacciono molto i mandarini, ma soprattutto si diverte a ripetere la parola mandarein. Così pian piano nasce una specie di gioco, di complicità: quando lo vedi gli chiedi se ha preso i mandarini e ci si scherza su. Una stupidaggine, ma ci si può divertire anche così.
L. ha preso quest’estate la macchina nuova, con il lettore CD compreso nell’autoradio. Così ha chiesto se gli potevamo preparare un CD con musica italiana dei suoi tempi. L’estate è passata, il CD non gli è arrivato ma la richiesta non è passata inosservata.
“Tieni L. , è per te”, disse Riccardino a L.. Dentro ad una busta di carta, 5 mandarini. L. rideva, pensava che fosse uno scherzo, poi Riccardino gli ha detto di guardare bene dentro la busta. L. ha frugato, ha tirato fuori il CD, l’ha preso a due mani e l’ha alzato come se stesse alzando la Coppa dei Campioni. Era contento e voleva lasciarmi i mandarini perché pensava che così il regalo fosse troppo.
Basta poco per fare di un Natale un BEL Natale. TANTI AUGURI A TUTTI!
Ritorno a casa, mia sorella mi aspetta contenta ma il mio pensiero va altrove.
Cerco di studiare, leggo e scrivo post, ma appena mi fermo a pensare il pensiero va altrove.
Dove va il mio pensiero? Sono io stesso a chiedermelo, perchè sono così distratto? In una noiosa lezione vago tra i miei pensieri e penso di mollare tutto. Eppure ho scelto quello che so fare meglio e che mi interessa, perchè dovrei mollare?
Ecco, la soluzione. Ciò che cerco in queste settimane, che mi distrae, che non mi fa stare attento, che non mi fa dormire serenamente la notte. Non è solo il desiderio di essere indipendente, non è solo la voglia di tornare a casa, questi sono solo corollari.
Quello che vorrei veramente ora è dedicare il mio tempo solo a lei, perchè su di lei si focalizza il mio pensiero e solo con lei riesco a trovare la felicità, quella che ti fa sorridere anche quando sei perso nei tuoi pensieri sul marciapiede di quella fredda metropolitana.
E' una felicità che solo tu riesci a darmi e che voglio gridare al mondo. Grazie amore!
Ho appena trascorso uno splendido weekend a Ferrara. Da tanto tempo, spinto anche dai desideri di mia mamma, ero ansioso di conoscere questa città emiliana esattamente all'opposto di Piacenza. Non nascondo che il viaggio, tra quelli fatti finora, se la gioca con Prato per essere il viaggio più lungo, ma c'è di bello anche in questo.
Abbiamo avuto modo di constatare che, durante lo scorso weekend, 1000 luoghi d'arte in tutt'Italia erano aperti al pubblico gratuitamente. Sfortunatamente, nessuno a Ferrara.
Ma non c'è bisogno di questo per cogliere la bellezza di questa città. Siamo partiti col freddo e ci ha accolto un sole caldissimo. Siamo rimasti affascinati dal Duomo di Ferrara rosa e bianco, con la sua facciata piena di quelle colonnine che ha anche il Duomo di Piacenza e che lo fanno sembrare così aperto al visitatore. Abbiamo visto il Castello Estense e finalmente ho visto un castello con il fossato intorno pieno d'acqua e con tanto di ponte levatoio, è davvero una bella fortezza. Poi il Palazzo dei Diamanti, la Piazza Ariostea e il liceo linguistico, che dal nome non sembrerebbe un edificio così importante, però secondo me merita.
Abbiamo anche trovato l'allegria grazie alle tante mongolfiere del Baloon Festival che hanno costellato il cielo grigio della sera. Ce n'erano tante, classiche o con le forme più strane ed è stato uno spettacolo irripetibile, soprattutto perchè le mongolfiere non possono alzarsi sempre in volo, ma devono esserci particolari condizioni perchè ciò avvenga.
Infine, dopo Ferrara e le mongolfiere, sono contento che il regalo le sia piaciuto :-) le ho regalato un braccialetto al quale è appeso a mo' di ciondolo un orologio. Dopo qualche giorno dove l'inizio dell'università ci aveva fatti un po' innervosire tutti e due, finalmente abbiamo trovato entrambi la calma e il sorriso e questa è una cosa che mi ha fatto molto felice. Di nuovo,
BUON ANNIVERSARIO TATA!
Ho appena comprato un regalo a Tata.
E' un regalo originale, ci ho messo un po' a cercarlo e stamattina l'ho acquistato.
Adesso sono assalito dalla sindrome del "Ma le piacerà? Non è forse un po' troppo particolare?" e mi sto facendo qualche castello mentale.
Perchè deve essere sempre così? Aiuto!
Questa è una storia interessante, ma a tratti confusa e contorta. Mi scuso anticipatamente per eventuali passaggi che potrebbero essere non chiari perchè non sono ben chiari nemmeno a me.
Un giorno la zia di Riccardino e lo zio decisero di fare una ricerca riguardante la famiglia della zia e del papà di Riccardino. Si sapeva infatti che la nonna paterna della zia di Riccardino aveva due fratelli, ma non si avevano mai avute notizie dei discendenti. Grazie alla ricerca fomentata dallo zio acquisito di Riccardino si è trovata una lettera che parla dei discendenti di uno dei due fratelli, spedita dall'Argentina. Allora la zia e lo zio di Riccardino hanno intensificato i loro sforzi per ritrovare questi cugini in Argentina.
Sapevano che il cugino doveva chiamarsi Luigi Bergonzi, quindi hanno cercato questo nominativo in Argentina, trovando 11 persone diverse. Allora hanno scritto una lettera che spiegasse l'intera faccenda e l'hanno spedita a tutti e 11. Hanno atteso un po' ed hanno trovato una calorosa risposta.
Il cugino Louis aveva conosciuto suo nonno, sapeva che era italiano ed era molto attaccato a lui. Tuttavia la vita non era facile in Argentina, così ne Louis ne suo padre erano stati in Italia. La lettera della zia di Riccardino ha in qualche modo riallacciato i contatti: la zia è stata due volte in Argentina mentre Louis è venuto in Italia una sola volta. Louis è contentissimo di aver visto dove suo nonno aveva vissuto ed è altrettanto felice di aver trovato i suoi lontani parenti. Per questo la prima cosa che ha fatto quando ha visto la zia di Riccardino è stata annotarsi tutti i numeri di telefono e le date dei compleanni per ricordarsi di festeggiarli. Ma non è tutto...
Stasera Louis ha chiamato a casa di Riccardino perchè è il compleanno della mamma di Riccardino. Louis sta molto simpatico a Riccardino e così, un po' in italiano ed un po' in argentino, hanno parlato al telefono. Louis dovrebbe venire in Italia il prossimo anno, ma non è sicuro, Perchè non è sicuro? Perchè ha un'obbligazione.
Il nonno di Louis, quando è emigrato in Argentina, ha lavorato tanto per dare da mangiare a suo figlio e non ha mai avuto una casa propria. Anche il papà di Louis era un gran lavoratore; egli avrebbe voluto dare a Louis una casa propria, ma ha preferito usare quei soldi per mandare Louis all'università. Sia il nonno che il papà di Louis avrebbero voluto dare la casa ai propri figli, ma non ci sono mai riusciti.
Louis ha finito l'università ed è diventato oculista. E' riuscito a mettere su il proprio studio ed il proprio negozio di ottica. Adesso vive una vita agiata e, da quel che Riccardino capisce di spagnolo, ha 4 figli di cui il più piccolo ha 19 anni. Louis ha lavorato e lavora ancora per mandare all'università i suoi figli e per dare a loro la casa. L'anno prossimo sa già che inizierà a costruire la casa per il suo terzo figlio, mentre pagherà l'università al quarto. Per questo lui non sa se verrà in Italia: questa è la sua obbligazione, e non farà niente per se stesso prima di aver adempito al proprio dovere morale ed imprescindibile. La sua vita è la sua obbligazione e la sua obbligazione è la sua vita: c'è lo svago, c'è il divertimento quando si può, ma tutte le azioni sono come delle linee che, più o meno lentamente, convergono ad un unico punto.
Riccardino ammira Louis per questo, per la sua forte determinazione e senso del dovere. Anche Riccardino ha un'obbligazione, seppur diversa, e spera di riuscire a compiere il suo dovere come ci sta riuscendo il cugino Louis.
Caro amico ti scrivo / così mi distraggo un po'
e siccome sei molto lontano / più forte ti scriverò!
Riccardino e Nazareno si sono conosciuti da bambini. Il primo ricordo di Riccardino vede N. con lui a giocare a basket nella palestra della scuola di Gropparello. Andavano molto d'accordo e forse quell'amicizia non era mai venuta alla luce perchè Nazareno ha un anno in più e perchè non abitava in paese come Riccardino. E' un vero peccato.
Poi alle medie l'amicizia si è consolidata, forse anche grazie alle partite di briscola che giocavamo insieme. Le risate, gli scherzi, le battute, le giocate a volte buttate senza senso solo per divertirsi. Il due che spacca che ha fatto la storia di due anni di scuole medie.
Poi, dopo la terza media passata senza il suo compagno di briscole, Riccardino è approdato alle superiori, ritrovando Nazareno sul pullman. E' stato lui che per un anno ha continuato a ripetere: "Vieni a giocare a rugby, ti piacerà!". Quell'anno Riccardino ha continuato a suonare pianoforte, in un palazzo che si trova proprio di fronte al campo di allenamento. Poi dopo qualche caldo pomeriggio di aprile passato in una stanza a suonare pianoforte passato a guardare con invidia quel prato verde, Riccardino ha cambiato strada. Solo grazie a N. Riccardino ha potuto iniziare a giocare a rugby: senza di lui non avrebbe imparato quel poco che sa del placcaggio (vero Nazza?), senza di lui non sarebbe potuto tornare a casa dopo gli allenamenti.
Nazareno è una persona molto importante per Riccardino, forse un amico che vede meno di altri ma che ha sempre stimato. Ci sono tanti ricordi che non riesco nemmeno a raggrupparli tutti in un solo post. Un amico per il quale vale la pena entrare a scuola in ritardo per bere un caffè insieme al ristorante dove lavora; un amico per il quale vale la pena attraversare mezza provincia.
Mezza provincia, sì. Per fortuna sono stato alla festa dei Lyons quel sabato, così ho potuto sapere cosa sarebbe successo il giorno dopo. Ho attraversato mezza provincia per andare tra le colline e salutarlo.
Nazareno si è licenziato, non lavora più al self service a 100 metri dal centro di Piacenza. Adesso ha un contratto all'Hotel Londra Palace, a 300 metri dal centro di Venezia. Sono molto contento per lui: non dev'essere stata una decisione facile da prendere e lo ammiro per questo. Spero che si trovi bene e che abbia fortuna, lo spero proprio perchè se la merita. Come spero di rivederlo quest'estate :)